IAB Europe pubblica gli standard aggiornati per i Retail and Commerce Media
IAB Europe ha pubblicato gli standard di misurazione per i Commerce (incl. Retail) Media V2 e le Linee Guida per i Flexi Ad Sizes per i Retail Media Networks. Queste risorse, rilasciate il 22 gennaio 2026, aggiornano gli originali Retail Media Measurement Standards di aprile 2024, a seguito di un periodo di commenti pubblici da settembre a novembre 2025. Sviluppati dal Retail & Commerce Media Committee e dal Retailer Leaders Council, affrontano la coerenza delle misurazioni e i formati pubblicitari scalabili in un contesto di crescenti investimenti nei retail e commerce media[1][4].
Gli standard di misurazione V2 incorporano il feedback del settore per affinare il funnel di misurazione, definire le vendite lorde e nette, introdurre metriche di quick commerce, formalizzare le metodologie di incrementalità ed espandere le tempistiche new-to-brand/category a cinque opzioni. Una finestra di lookback di 30 giorni diventa l'impostazione predefinita per il reporting, con alternative flessibili richieste. Le linee guida aggiungono anche sezioni sugli strumenti per la distribuzione di insight. Un periodo di grazia di sei mesi consente la conformità con V1 o V2 fino a luglio 2026, supportato da un Retail Media Certification Programme per l'aderenza verificata. Le espansioni future mirano ai media di viaggio e finanza nel 2026[1][4][9].
A complemento di ciò, le Linee Guida per i Flexi Ad Sizes propongono quattro aspect ratio flessibili per gli annunci display statici, ottimizzati per l'uso cross-device. Realizzate con il contributo dei retailer, queste mirano a semplificare i formati frammentati, facilitando la produzione e l'implementazione creativa, migliorando al contempo l'esperienza degli acquirenti[1].
Significato per la misurazione e le operazioni e-commerce
La standardizzazione affronta la principale barriera alla crescita dei retail media: metriche inconsistenti, che consentono confronti di performance più chiari tra le piattaforme. Per l'e-commerce, questo si ripercuote direttamente sulla qualità del product feed, attraverso l'applicazione di definizioni uniformi come vendite lorde/nette e incrementalità, riducendo le discrepanze nell'elaborazione dei dati del feed e nell'attribuzione. I retailer che gestiscono feed diversi, che vanno dal quick commerce al retail tradizionale, traggono vantaggio da metriche su misura, riducendo al minimo gli errori nei calcoli dell'aumento delle vendite e migliorando l'integrità del feed per l'analisi a valle[1][2].
Anche la standardizzazione del catalog ne beneficia. Il funnel perfezionato e le espansioni delle tempistiche forniscono benchmark per le prestazioni del catalog, come le conversioni new-to-category. Ciò favorisce pratiche di catalogistiche coerenti, in cui i feed si mappano in modo più affidabile ai KPI standardizzati, facilitando l'integrazione in ambienti multi-retailer. Le piattaforme possono ora confrontare la completezza del catalog con metriche condivise, accelerando potenzialmente i cicli di ottimizzazione del catalog[4][9]. Per aiuto nell'affrontare i problemi del product feed, consulta il relativo post del blog di NotPIM.
Implicazioni per l'infrastruttura dei contenuti e l'automazione
La qualità e la completezza delle card subiscono un miglioramento indiretto grazie a strumenti di insight migliori. Il reporting standardizzato sull'incrementalità e sui lookback consente una valutazione precisa dell'efficacia delle product card, evidenziando le lacune nelle immagini, nelle descrizioni o nei dati sui prezzi. Questo data loop-back affina i feed delle card in modo programmatico, dando priorità agli elementi ad alta incrementalità senza audit manuali[1].
La velocità di lancio degli assortimenti aumenta tramite linee guida pubblicitarie flessibili. Quattro proporzioni universali semplificano l'adattamento creativo su tutti i dispositivi, riducendo i tempi di produzione per le promozioni degli assortimenti. Gli operatori possono distribuire creatività feed-driven più velocemente, sincronizzando l'inventario pubblicitario con le variazioni di stock in tempo reale e riducendo i ritardi negli elenchi del marketplace[1].
Gli strumenti no-code e AI si allineano perfettamente a questi cambiamenti. I formati flessibili abbassano le barriere per i builder no-code, che generano annunci dai product feed utilizzando rapporti predefiniti. I modelli AI che si addestrano su metriche standardizzate, come i KPI di quick commerce, migliorano la bid prediction e la personalizzazione, automatizzando i miglioramenti del feed come i prezzi dinamici o i consigli sugli assortimenti. Ipotesi: poiché la certificazione aumenta dopo il 2026, l'adozione dell'AI potrebbe aumentare, con le piattaforme che verificano la conformità per sbloccare la scalabilità automatizzata[2][4]. Scopri di più su come sfruttare l'AI per le aziende per automatizzare i processi e-commerce.
Questi aggiornamenti posizionano i retail media per un'espansione efficiente, colmando le lacune nelle misurazioni per supportare i flussi di lavoro e-commerce basati sui dati. Per un'analisi più approfondita delle sfide, considera la lettura del nostro post su Data Integration Challenges: What’s Holding Your Online Store Back?.
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Come NotPIM osserva questa evoluzione degli standard dei retail media, vediamo una chiara tendenza verso una maggiore integrità dei dati e flussi di lavoro automatizzati. L'enfasi sulle metriche standardizzate offre opportunità significative per le aziende e-commerce per semplificare i processi e ottenere insight più approfonditi attraverso dati di feed coerenti. L'attenzione del nostro prodotto sulla conversione, l'arricchimento e l'automazione dei feed è direttamente allineata a questi sviluppi, fornendo ai team e-commerce gli strumenti necessari per sfruttare la potenza dei dati standardizzati e ottimizzare la gestione delle informazioni sui prodotti. Il nostro Delta Feed: How Small Changes Save Big Resources - NotPIM è uno dei modi. Per informazioni sull'utilizzo delle product card, consulta il nostro How to upload product cards - NotPIM.